ANMIC Bergamo: congresso provinciale tra inclusione, diritti e le sfide della nuova riforma della disabilità
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Un momento di confronto, ma anche di consapevolezza e responsabilità verso il futuro.
Il congresso provinciale di ANMIC Bergamo si è svolto in un clima di partecipazione intensa, segnando un passaggio importante per l’associazione e per tutto il territorio. L’appuntamento è arrivato dopo sette anni dall’ultimo congresso e si inserisce in un percorso che porterà nel 2026 a celebrare i 70 anni di attività dell’associazione, un traguardo che racconta decenni di impegno nella tutela delle persone con disabilità.
Il congresso ha confermato alla presidenza Giovanni Manzoni e ha ribadito con forza il messaggio che ha accompagnato i lavori: ogni persona, indipendentemente dalla propria condizione fisica, ha il diritto di essere protagonista nella società. Inclusione lavorativa, accessibilità, sostegno alle famiglie e ascolto delle fragilità sono stati indicati come pilastri fondamentali dell’azione associativa. È stato sottolineato come, accanto alle normative esistenti, sia ancora necessario un cambiamento culturale capace di superare la visione della disabilità come costo, riconoscendone invece il valore umano e sociale.
Grande attenzione è stata dedicata anche al lavoro quotidiano dell’associazione sul territorio: servizi di trasporto verso strutture sanitarie, assistenza, consulenze e una rete di volontari che rappresenta il cuore pulsante di ANMIC. Non è mancato un appello ai giovani affinché scelgano di impegnarsi nel volontariato, contribuendo a rafforzare una realtà che oggi conta migliaia di associati e un ruolo sempre più riconosciuto nelle sedi istituzionali.
Tra i temi più sentiti emersi durante il congresso, un focus particolare è stato dedicato alla riforma nazionale della disabilità, destinata a modificare in profondità le modalità di accertamento e presa in carico delle persone. Bergamo si prepara ad avviare la sperimentazione ad aprile, ma le esperienze già avviate in altri territori, come Brescia, sollevano forti preoccupazioni.
La riforma nasce con l’obiettivo di semplificare i passaggi burocratici e rendere più rapido l’accesso ai diritti, introducendo anche strumenti innovativi come il “progetto di vita”. Tuttavia, sul piano organizzativo emergono difficoltà rilevanti: il passaggio di competenze all’INPS, che diventa il nuovo ente coordinatore, sta mostrando criticità nella gestione dei flussi di pratiche e nella composizione delle commissioni di valutazione. I tempi, che in Lombardia erano mediamente di poche settimane per il riconoscimento dell’invalidità o della legge 104, nei territori in sperimentazione si sono allungati fino a diversi mesi, con migliaia di pratiche ancora in sospeso.
ANMIC ha espresso con chiarezza la propria posizione: pur riconoscendo gli aspetti innovativi della riforma, ritiene indispensabile che il sistema sia messo nelle condizioni di funzionare davvero, evitando rallentamenti che rischiano di penalizzare proprio le persone più fragili. L’auspicio è che vengano affrontate e risolte le criticità organizzative prima dell’avvio pieno della sperimentazione sul territorio bergamasco.
Il congresso si chiude quindi con un messaggio che unisce valori e concretezza: costruire una comunità più inclusiva significa non solo affermare diritti, ma garantire che siano davvero esigibili, ogni giorno, nella vita reale delle persone.
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