Ztl e permessi per disabili: solito caos E il Veneto vara il network regionale
da Super User
in News
Visite: 30
Contrassegno per i disabili, parcheggio, Ztl. Sono talora tasti dolenti quelli che riguardano i diritti delle persone con disabilità sul fronte della mobilità. Soffermiamoci, per esempio, sulla circolazione nelle Zone a traffico limitato: tutti gli interessati sanno che i dati della targa del veicolo e quelli del contrassegno vanno comunicati agli uffici competenti del Comune in modo che le telecamere riconoscano la vettura come autorizzata. Per chi dovesse spostarsi fra città diverse, risulta dunque inevitabile ripetere la comunicazione di volta in volta a ciascuna amministrazione. Peraltro le stesse regole per il rilascio dei permessi sono stabilite dalle singole municipalità e non sono, perciò, standard. Questa varietà organizzativa, testimone abnorme del multiforme ingegno italico, crea spesso disagi e problemi a tal punto che, per come sono congegnate oggi. non è improprio considerare le ZTL vere e proprie barriere architettoniche. Alla stessa guisa di una scalinata inaccessibile, potremmo dire. Da anni l’ANMIC sollecita l’introduzione di un “database” nazionale che risolva queste pastoie burocratiche e dia al cittadino disabile la possibilità di muoversi senza riempire scartoffie o ingolfare la posta dei Comuni. Ma se “Roma” ha sempre mostrato renitenza ad affrontare il problema alla radice, qualcuno “in periferia” si è stancato di aspettare. La notizia è recente: il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha presentato il progetto “Ztl Network”, un servizio digitale che permette ai portatori d’handicap in possesso di un pass blu di muoversi con tranquillità in tutte le zone a traffico limitato dei centri storici dei Comuni del Veneto, evitando così di inviare ripetute richieste o comunicazioni. Con notevoli risparmi anche per le amministrazioni. In Veneto, infatti, ogni anno vengono effettuati circa 10 milioni di controlli tramite varchi Ztl e comminate 250mila contravvenzioni. I ricorsi sono in media 6mila, il 75% dei quali vinti da chi li presenta. Grazie alla “Whitelist” della Regione Veneto, ogni Comune, senza spese, potrà accedere alla lista dei permessi rilasciati da altre amministrazioni locali, evitando di contestare multe inutili poi prevedibilmente cassate. La scoperta dell’acqua calda, potremmo dire noi bergamaschi. E in realtà tale va considerata la messa in rete di informazioni sui mezzi abilitati, condivise ora grazie all’agenda digitale 2020. Il Veneto diventa così i capofila di un’iniziativa originale e, soprattutto, utile. Viene da chiedersi: perché ora non estenderla in tutta Italia con l’obiettivo di venire incontro alle difficoltà di noi disabili, già alle prese con tante altre barriere, fisiche e culturali?
Leave your comments
Comments
  • No comments found