L’Anmic sempre più sul territorio “Ma urge un incontro con l’Asst”
da Super User
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Più vicini ai nostri iscritti e alle famiglie in difficoltà del territorio. È questo, da sempre, lo spirito che ispira le iniziative e i progetti dell’Associazione Nazionale Invalidi Civili di Bergamo e che, pure in questi ultimi anni segnati da difficoltà e incertezze, non è mai venuto meno. Anzi, proprio i problemi delle persone in condizioni di fragilità, con cui siamo in contatto ogni giorno e non solo per ragioni, si direbbe, “d’ufficio”, ci hanno convinto dell’urgenza di moltiplicare gli sforzi per una presenza più capillare nei paesi della provincia.

I numeri, del resto, parlano chiaro: con l’ultimo sportello inaugurato poche settimane fa a Madone, e destinato anche ai residenti di Bonate Sotto e Filago, sono ormai più di una ventina i distaccamenti dell’ANMIC attivi nelle diverse aree della Bergamasca. E l’esperienza sta dando frutti significativi non solo per quanto riguarda il versante, pure primario per la nostra mission associativa, di fornire consulenze e prestazioni professionali destinate ai disabili e ai loro familiari quanto più possibile “a chilometro zero”, così da evitare faticosi (oltre che dispendiosi) e ripetuti viaggi verso il capoluogo; gli sportelli, infatti, sono preziose “sentinelle” per intensificare sempre di più la collaborazione con i Comuni, e in particolare con gli assistenti sociali, in modo da essere presenti e attivi, con risposte concrete, là dove effettivamente i bisogni sussistono e sono più pressanti. Di questa progettualità, che si avvale dell’indispensabile e qualificato supporto di collaboratori e volontari, andiamo legittimamente fieri, giacché conferma, come tutta la storia dell’ANMIC, che, come si dice, la teoria non fa per noi: i tavoli su cui ci si divide il potere non ci interessano; noi siamo e saremo sempre in prima linea per sostenere e tutelare i diritti che, anche se acquisiti, non devono mai essere dati per scontati. Per questo siamo anche impegnati a monitorare, sempre in Bergamasca, la situazione delle Commissioni di accertamento dell’invalidità presso l’Asst considerato che la presa in carico da parte dell’ospedale “Giovanni XXIII” sta creando qualche difficoltà. Attendiamo, in questo senso, un incontro, quanto prima, con il direttore generale Maria Beatrice Stasi. Tutto ciò, senza dimenticare l’assidua presenza “in prima linea”, a Roma, per ottenere, nell’ambito dei provvedimenti relativi al cosiddetto “Reddito di cittadinanza”, l’adeguamento degli assegni e delle pensioni di invalidità civile (tuttora ferme a soli 285 euro mensili) al 100%. Il presidente nazionale, Nazaro Pagano, ha già compiuto importanti atti formali, sotto il profilo istituzionale. Ma anche come ANMIC provinciale abbiamo ricordato a tutti i parlamentari orobici, soprattutto quelli espressione dei partiti di Governo, che è giunto il momento di mantenere gli impegni assunti con gli oltre 3 milioni di disabili italiani e le loro famiglie. È una questione di civiltà.

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