Ilaria, dall’Italvolley alla solidarietà C’è anche lei fra gli “eroi nazionali”
da Super User
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“Questo premio è di fondamentale importanza non solo per me, ma per tutta la comunità delle persone affette da sordità: il nostro problema non è un ostacolo, ma un modo diverso per affrontare le sfide quotidiane della vita”.

Così parla Ilaria Galbusera, pallavolista di 27 anni, di Sorisole, il cui nome è stato inserito fra quelli dei connazionali insigniti dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, dell’onorificenza al Merito della Repubblica Italiana. Ilaria è, insomma, una degli “eroi” d’Italia, in tutto 33, scelti e premiati dal presidente in quanto esempi di impegno civile nelle attività di soccorso, di solidarietà, di promozione della legalità e della cultura. I riconoscimenti di Cavaliere verranno consegnati nei prossimi mesi (con ogni probabilità il 2 Giugno, festa della Repubblica) e la giovane bergamasca ha aspettato fino all’ultimo con ansia ed impazienza le conferme ufficiali: ”È stata un’emozione incredibile ricevere questa notizia. In realtà sono stata premiata per ciò in cui credo e che amo fare”. Lo sport è fondamentale nella vita di Ilaria Galbusera: gioca a pallavolo da quando aveva 13 anni e nel 2017 ha vinto la medaglia d’argento ai Deaflylimpics, i Giochi organizzati per gli atleti sordi che si sono svolti in Turchia. È anche per questo che si è dedicata con impegno al sostegno di un viaggio in Ghana per raccogliere fondi a favore della Fondazione locale sordi, che non aveva potuto partecipare alla competizione per mancanza di disponibilità economiche. Ilaria è capitano della squadra Nazionale femminile volley sorde (“Si gioca senza protesi - spiega - quindi le nostre competizioni si basano soltanto sulla vista”) e l’ultima sua iniziativa prende il nome di Champions Camp: attraverso campi estivi sportivi, ragazzi udenti e affetti da sordità prendono parte a una vacanza che è anche progetto educativo. Nonostante la sua condizione, non sconosciuta alla famiglia (anche il padre e i nonni materni non sentono, la madre e i fratelli invece sì), Ilaria si è laureata a settembre del 2018 in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo all’Università Cattolica di Milano e ora lavora in banca. Eppure il suo sogno è più grande: “Vorrei lavorare nel mondo dello spettacolo - dice - così da poterlo rendere accessibile a tutti”. Il suo ringraziamento speciale va ai genitori e alla famiglia: “Un sostegno immancabile, che nel corso della vita mi ha aiutata a portare avanti i miei sogni e i miei progetti”.

“Lo sport per me è vita. Lo pratico da quando sono piccola e mi ha permesso di essere quella che sono ora. Nello sport non esiste il diverso. Sono sempre stata dell'idea che lo sport unisce, fa incontrare tra loro le persone nel pieno senso del rispetto. Dà la possibilità ai ragazzi sordi e non di acquisire sicurezza nelle proprie capacità, come è successo a me. Al tempo stesso lo sport tra i ragazzi sordi è fondamentale, in quanto permette loro di confrontarsi: a me è servito molto, mi ha permesso di capire che, nonostante il limite, si può fare tutto. Questi valori li ho poi traslati nella vita di tutti i giorni. La sordità non è e non deve essere un limite; per me è un'opportunità”.
Ilaria Galbusera