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Cinquant'anni al fianco dei disabili

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Proposta legge popolare PDF Stampa E-mail

L’Anmic ha sempre invocato molto rigore nell’applicazione delle norme che regolano l’erogazione dei benefici economici a favore degli invalidi civili al fine di evitare gli abusi che danneggiano la collettività e degli invalidi “veri”.

Sappiamo che le risorse sono illimitate e vanno spese bene, soprattutto nel momento di crisi che sta attraversando il Paese.

Tuttavia l’Anmic è convinta che i diritti acquisiti con anni di lotte devono essere periodicamente rivisti per mantenerne l’efficacia, come nel caso delle pensioni erogate agli invalidi al 100% che devono consentire loro un dignitoso tenore di vita.

Alcuni anni fa, il governo stabilì che per vivere dignitosamente serviva almeno un milione di lire al mese e di conseguenza promulgò una legge per adeguare tutte le pensioni a tale livello minimo.

Però nella legge furono inseriti diversi “paletti” - limite di età, altri redditi disponibili, tipo di pensione, e così via – che, di fatto, esclusero dall’adeguamento le pensioni di centinaia di migliaia di cittadini che si erano illusi di poter migliorare un poco il loro basso tenore di vita.

L’aumento del costo della vita, registrato negli ultimi anni, ha relegato questi soggetti sotto la soglia di povertà relativa che l’Istat, per il 2006, ha calcolato in 970,34 euro mensili per una famiglia di due persone (582,20 euro per i single). Come si vede già il famoso milione di lire (pari a 516,46 euro) non basta a far emergere dalla povertà nemmeno le famiglie unipersonali.

Il quadro più generale delineato dall’Istat evidenzia che 2.623.000 famiglie (11,1% delle famiglie), per complessivi 7.537.000 individui(12,9% della popolazione) nel 2006 vivevano sotto la soglia di povertà relativa.Quanti nuclei famigliari si sono aggiunti nel 2007 e nel 2008? Di sicuro molti, visto l’andamento dei prezzi dei generi di prima necessità.

Il quadro che emerge dai dati Istat è impietoso, ma ciò che le statistiche non dicono è che, molto probabilmente, sono le famiglie dei disabili a pagare il prezzo più alto.

Infatti, tra le pensioni che non hanno beneficiato dell’adeguamento al minimo di 516,46 euro (il vecchio e oramai abbandonato milione di lire) ci sono quelle degli invalidi civili totali (al 100% con meno di 60 anni) e quella di tutti gli invalidi civili parziali (tra il 74% e il 99%) che sono ferme a 246 euro al mese!

Per porre termine a questa disparità di trattamento, o forse sarebbe meglio dire “ingiustizia”, l’Anmic nello scorso mese di febbraio ha lanciato una campagna per la raccolta di firme per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare per equiparare le pensioni degli invalidi di civili alle pensioni minime.

L’Anmic di Bergamo ha raccolto con entusiasmo l’inizitiva e si è attivata, tramite i propri delegati comunali, per raccogliere un numero molto significativo di firme.

La raccolta terminerà alla fine di giugno per permettere di raccogliere dai comuni bergamaschi le liste dei firmatari, effettuare i dovuti controlli e provvedere l’inoltro a Roma per la definitiva presentazione della proposta di legge.

 

Bergamo, 31 Maggio 2008 

Ultimo aggiornamento ( martedė 27 settembre 2011 )
 

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